La loro esperienza è un modo nuovo di motivare allo studio e soprattutto di lavorare su un problema di carattere globale il fenomeno denominato NEET (Not in Education, Employment and Training), i numerosissimi ragazzi che non frequentano la scuola, evitano la formazione professionale, non cercano lavoro. Una perdita non solo personale ma anche collettiva e sociale. Intelligenze e itinerari umani non realizzati. Non bastano sollecitazioni astratte, convegni con illustri relatori, interventi terapeutici, ecc.

Il Progetto Hawking è dialogo tra pari: i protagonisti espongono la loro vita in modo essenziale. Si aprono ai coetanei: narrano una storia di conquiste e problemi risolti. Nei racconti vi è la quotidianità di un impegno, la costruzione di un progetto di vita che parte dalla solidarietà fondata sulla famiglia.

Quando parlano si realizza una magia particolare: gli studenti rimangono affascinati dalle loro parole espresse in modo inconsueto, storia e comunicazione si intrecciano e si influenzano. Le frasi sono brevi, intense, la comunicazione facilitata e quella elettronica evitano verbalismi inutili.

Trasmettono personalità molto diverse: Federica riflessiva e intensa, Roberto coinvolgente e ironico.
Saltano tutti i pregiudizi: chi non parla non pensa, chi parla male pensa male. Nell’intensità dell’incontro maturano negli studenti sentimenti, emozioni e riflessioni




.